L’intervento psicoterapeutico e/o psicoeducazionale viene preceduto da una accurata valutazione del bambino insieme alla coppia genitoriale, che ha come scopo l’identificazione delle aree problematiche del minore, al fine di stabilire l’intervento più opportuno (osservazione e valutazione della relazione madre-bambino nella prima infanzia, consulenza genitoriale, counseling psicologico, psicoterapia individuale).

I colloqui di psicoterapia individuale si rivolgono al trattamento delle principali manifestazioni di disagio psicologico, mentale ed emotivo specifiche e tipiche dell’infanzia e dell’adolescenza quali:

Disturbo da deficit di attenzione ed iperattività (ADHD)

Il Disturbo da Deficit di Attenzione ed Iperattività è una sindrome ad esordio in età evolutiva. Si caratterizza per la presenza di disattenzione, iperattività ed impulsività, e può essere osservata con differenti manifestazioni cliniche dall’età prescolare all’età adulta. Questo disturbo può compromettere il regolare sviluppo del bambino-adolescente e determinare un deficit del funzionamento sociale in gran parte dei contesti di vita.

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Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC)

Il Disturbo ossessivo-compulsivo è uno dei disturbi più frequenti, soprattutto in età adolescenziale e nella prima età adulta, e si caratterizza per la presenza di pensieri ricorrenti e/o comportamenti ripetitivi, che determinano nell’individuo un livello significativo di stress e di danno funzionale.

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Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP)

I bambini che presentano Disturbo Oppositivo Provocatorio  esibiscono generalmente livelli di rabbia persistente ed evolutivamente inappropriata, irritabilità, comportamenti provocatori e oppositività, che causano menomazioni nell’adattamento e nella funzionalità sociale. I sintomi di questa problematica possono essere limitati anche ad un unico ambiente sociale, che di solito è la casa.

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Disturbi d’ansia

Stati di timore o di apprensione fanno parte del normale sviluppo emotivo del bambino-adolescente e la loro presenza non è necessariamente segno di patologia. Occorre quindi distinguere quando l’apprensione rappresenta una normale reazione al processo di adattamento e quando invece può essere segnale di un malessere più profondo.

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